Pia de’ Tolomei

Ritratto di Pia del pittore inglese Dante Gabriel Rossetti (1828-1882).
Coinvolto sempre più dalla lezione di Dante, che è per lui un modello d’ispirazione non solo per quanto riguarda l’arte ma anche la vita, Rossetti crea delle splendide opere ispirate alla Vita Nuova e alla Divina Commedia, come la Beata Beatrix (1864-1870) e la Pia de’ Tolomei (1868).

« “Deh, quando tu sarai tornato al mondo, e riposato de la lunga via”
seguitò ‘l terzo spirito al secondo,”Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma: salsi colui che ‘nnanellata pria
disposando m’avea con la sua gemma”. »(Purgatorio V, 130-136)

Nella Divina Commedia di Dante Alighieri, Canto V del Purgatorio, tra i morti che hanno subito violenza e si sono pentiti solo in fin di vita, appare una donna molto dolce, che scambia alcune parole con Dante. Svela di chiamarsi Pia e vuole essere ricordata in terra per accelerare il suo purgarsi. Gentilmente e brevemente indica il luogo in cui nacque, Siena, e in cui fu uccisa, la Maremma. Allude amaramente al suo assassino, il marito, come a colui che, dandole la morte, non rispettò la promessa di indissolubile fedeltà dell’anello nuziale.
Pia racconta la sua storia a Dante come una cronaca, a sottolineare il suo completo distacco dalla vita e dal mondo terreno: tutta l’enfasi di Pia è nel suo «Ricorditi». Quel « Ricorditi di me… » così struggente è diventato uno dei versi più famosi della Divina Commedia, sottolineato dall’uso dell’articolo determinativo davanti al nome («la Pia»), tipico del linguaggio familiare.
La celebrità di questo passo è dovuta soprattutto all’alone di mistero che circonda la figura di Pia. L’identificazione con Pia de’ Tolomei è ormai quasi universalmente accettata: i commentatori antichi del poema la indicarono subito come una donna della famiglia dei Tolomei di Siena, sposa di Baldo d’Aldobrandino de’ Tolomei.
Pia sarebbe stata poi sposata a Nello dei Pannocchieschi, signore di Massa Marittima e Castel di Pietra in Maremma, podestà di Volterra e Lucca, capitano della Taglia guelfa nel 1284 e vissuto almeno fino al 1322. È documentato il suo secondo matrimonio, da vedovo, con Margherita Aldobrandeschi, contessa di Sovana e Pitigliano; in questo vuoto fu inserita come prima moglie Pia de’ Tolomei.
Nello possedeva il Castel di Pietra, dove nel 1297 egli avrebbe fatto assassinare Pia facendola gettare da una finestra, forse per la scoperta della sua mai provata infedeltà, forse per liberarsi di lei, desiderando il nuovo matrimonio. Secondo altri commentatori antichi potrebbe essere stata uccisa per aver commesso qualche errore; secondo altri ancora, per uno scatto di gelosia del marito.
Nello di Inghiramo dei Pannocchieschi della Pietra sposò sicuramente Margherita Aldobrandeschi, dalla quale ebbe anche un figlio, Binduccio o Bindoccio, che morì a tredici anni perché buttato in un pozzo a Massa Marittima per mano di sicari della famiglia Orsini.

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