Costanza Soprana

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La proprietaria vive sullo stesso piano di Casa della Pia, per questo è sempre a disposizione degli ospiti per rendere il loro soggiorno più confortevole.
Ha ristrutturato e arredato personalmente la proprietà, mettendo un tocco contemporaneo in un edificio antico con le caratteristiche dell’architettura toscana.
Trasferitasi da Verona a Massa Marittima nel 2007, solo da pochi mesi ha scelto di aprire al pubblico questa stanza, curata nei minimi particolari perché nata per accogliere i suoi famigliari nei periodi di vacanza.
Ama l’arte, l’architettura, il mare, la natura; insomma, ama la bellezza in tutte le sue forme.

Perché Costanza è arrivata qui?

L’inizio della mia seconda vita in Maremma potrebbe sembrare frutto di una serie di coincidenze, ma dentro di me ho sempre avuto il dubbio che non sia andata davvero così…

Partiamo dal principio.

Quel giorno di agosto, nel 2006, a Castiglione della Pescaia qualche nuvola copriva il cielo e, da turista “impegnata”, cercavo un’alternativa alla spiaggia.

“Perché non andate a Massa Marittima? Merita davvero!”… fu il suggerimento di un altro turista, di Bologna, che veniva a Castiglione da anni. “Perché no?”

E fu così che, una volta arrivata nella piazza del Duomo la scena che mi si presentò, ricca di vita, storia, armonia e bellezza mi fece innamorare.. del luogo, s’intende! E man mano mi allargavo intorno, facendo nuove scoperte, questo mio sentire aumentò, aumentò ancora.

“Perché non prendiamo una piccola casa per le vacanze? Anche in affitto, così da Verona possiamo tornarci spesso a Massa Marittima: bella, sulle splendide colline vicino al mare”.

E così iniziò la ricerca, parlando con il proprietario del negozio sul Corso, cominciando con il leggere gli annunci su “Lo Strillone”, giornaletto semiserio ma pieno di notizie. “Ecco qui l’agenzia giusta! Ci torniamo in ottobre, anche in novembre o dicembre, per vedere qualche occasione che fa per noi”

Una casa piccolina, per cominciare, magari poi, col tempo, si vedrà… Ma all’agente che al telefono mi proponeva di andare a vedere una casa, sì grande, ma a cui si poteva dare solo un’occhiata “perché sicuramente ero la persona giusta per apprezzarla”, mica ho saputo dire di no! Tanto, sarei tornata a Massa Marittima il mese dopo e lui non si sarebbe di certo ricordato dell’appuntamento che mi aveva strappato per quel sabato d’inizio novembre, di certo non l’avrei confermato prima di partire!

Silenzio assoluto per quattro settimane, poi una telefonata: “Allora signora, ci vediamo tra poco, alle dodici, come d’accordo?” Non ci potevo credere: puntuale, l’agente mi aspettava sotto Le Logge, pronto per la visita alla grande casa. Come potevo, in quella situazione, dirgli che non era il caso, che non m’interessava proprio?

Di malavoglia salii i gradini di Palazzo Pannocchieschi, in Via della Libertà: certo, vicino al Duomo; certo, un edificio storico…”ma cosa ci faccio io qui?” Non era quello che volevo, eppure è stato quello che ho voluto: una casa grande, aperta alla storia da un lato e al paesaggio dall’altro, così diversa da tutte, così speciale.

Così speciale che l’anno dopo, il primo giorno di primavera, senza una ragione specifica e dopo tanti ripensamenti, con mano tremante firmai l’impegnativa per l’acquisto di quella grande casa che mi avrebbe portata in Maremma, cambiando il corso della mia vita.

E’ stata lei che mi ha chiamata? forse chi ci abitava prima mi ha voluta qui? Qualche anima antica aleggia fra le mura del Palazzo, anche Pia De’ Tolomei ci visse, e ora eccomi arrivata per una serie di coincidenze.

Nella Casa della Pia, forse, qualcuno mi aspettava.

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